
Le casse di zavorra che avvolgono lo scafo del sommergibile funzionano come dei serbatoi. Consentono al sottomarino di rimanere in superficie quando sono pieni d’aria e in immersione quando sono pieni d’acqua. © Ph Levy-EPPDCSI

L’Argonaute nell’arsenale di Cherbourg, poco prima del suo varo, nel 1958. © AMERAMI

In fase di immersione © Association Générale des Amicales de Sous-Mariniers (AGASM)

L’Aréthuse, l’Argonaute, l’Amazone e l’Ariane nel porto di Tolone. Erano noti come i sottomarini da «400 tonnellate», in riferimento al tonnellaggio previsto in fase di progettazione. © AMERAMI

Una volta conclusa la carriera militare, l’Argonaute compie il suo ultimo viaggio fino a Parigi. Eccolo mentre passa attraverso una chiusa del canale di Saint-Denis, sostenuto dai galleggianti. La torre di comando era stata smontata per consentire il passaggio sotto i ponti. © AMERAMI

In rotta verso la Villette! © AMERAMI

Ottobre 1989 – All’ormeggio nel canale dell'Ourcq, l’Argonaute viene issato fuori dall’acqua da due enormi gru. © AMERAMI

Sotto lo sguardo attento di una schiera di marinai in uniforme. © AMERAMI

Nella parte anteriore si vedono i portelli di due dei tubi lanciasiluri. Il bulbo in alto contiene il sonar, quello in basso il sistema di microfoni: la tecnologia di ascolto del sommergibile al gran completo! © AMERAMI

La parte posteriore è impressionante. L’elica è unica, progettata per fare meno rumore possibile. Si distingue chiaramente il timone di manovra e si intravede la barra di immersione posteriore. © AMERAMI

Il 10 ottobre del 1989, l’Argonaute viene deposto in una fosse scavata appositamente per accoglierlo. © AMERAMI

Per poter ricevere il pubblico, è stato necessario riadattare l’allestimento del sommergibile, riassemblare la torre di comando, forare lo scafo per realizzare le aperture delle porte e installare due scale. La piccola struttura rossa chiamata «folie» dalla quale si accede al sommergibile non c’è ancora. © EPPDCSI

Nel dicembre del 1990, l’Argonaute ha accolto i suoi primi visitatori. © N Breton-EPPDCSI

Si entra nel sommergibile attraverso il compartimento di poppa. In mezzo alle due brande, il quadrante per il controllo dell’immersione. © Ph Levy-EPPDCSI

La «linea d’asse» che fa girare l’elica sotto il compartimento di poppa del sommergibile. © Ph Levy-EPPDCSI

La sala motori – In fondo, il pannello di manovra dei motori elettrici; a destra, i pannelli di sorveglianza dello stato di carica delle batterie. © Ph Levy-EPPDCSI

I due motori diesel che servono a caricare la batteria funzionano in superficie e in «quota periscopica», vale a dire appena sotto la superficie dell’acqua, grazie allo snorkel. © Ph Levy-EPPDCSI

Nella postazione dei secondi capi, il pavimento trasparente permette di vedere il locale dei sistemi ausiliari: i compressori d’aria, le pompe dell’olio e le pompe di sentina. © Ph Levy-EPPDCSI

La sala di controllo è il regno del «maître de central», responsabile della sicurezza e dell’immersione. A destra nella foto, il quadrante per il controllo dell’immersione, con davanti i comandi delle barre di immersione, anteriore e posteriore. © Ph Levy-EPPDCSI

Nella centrale operativa, sotto il pavimento trasparente, la piccolissima cucina dove il cuoco riscaldava e guarniva i gustosi pasti preparati in anticipo a terra. © Ph Levy-EPPDCSI

Nella centrale operativa (CO) al primo piano, l’ottica del periscopio di attacco che nasconde gli apparecchi di ascolto. Il tracciatore grafico acceso consente di monitorare la situazione esterna. © Ph Levy-EPPDCS

Di solito, all’interno della centrale operativa ci sono due periscopi. Il periscopio d’attacco è ancora all’interno del sommergibile. Il periscopio di esplorazione, dotato di radar, è stato esposto nella mostra Sous l’Océan (Sotto l’oceano). © Ph Levy-EPPDCS

Il compartimento di prua, ambiente dove si svolgeva la vita dell’equipaggio, con le brande, la sala da pranzo e i quattro tubi lanciasiluri. © Ph Levy-EPPDCSI

Un pasto nel compartimento di prua; sullo sfondo i quattro tubi lanciasiluri. Argonaute, 1982.

Le casse di zavorra che avvolgono lo scafo del sommergibile funzionano come dei serbatoi. Consentono al sottomarino di rimanere in superficie quando sono pieni d’aria e in immersione quando sono pieni d’acqua. © Ph Levy-EPPDCSI

L’Argonaute nell’arsenale di Cherbourg, poco prima del suo varo, nel 1958. © AMERAMI